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ATOPOSLAB

ATOPOS COMPAGNIA TEATRALE presenta:
Laboratorio teatrale sull’identità, la narrazione di sé
tenuto da Marcela Serli
con la collaborazione di Laura Caruso ed altri membri della Compagnia.

Dove: presso Mare Culturale Urbano (via Giuseppe Gabetti 15, Milano)
Quando: giovedì 7 e venerdì 8 luglio 2016 | 19.00 – 22.30
sabato 9 luglio 2016 | 10.00 – 18.00
domenica 10 luglio 2016 | 10.00 – 17.00
Costo: 100 €
Come: scrivere una mail a marcelaserli@yahoo.it

Rivolto ad attori, danzatori e artisti dai diversi linguaggi espressivi ma anche a tutti coloro che sono curiosi di sperimentare le proprie possibilità creative indagando sulla propria identità, la propria storia ma soprattutto sul proprio immaginario.

Lavoreremo sulla percezione del nostro corpo, del suo peso e della sua occupazione nello spazio (esteriore e interiore), sulla percezione degli altri nello spazio e quindi del loro peso.
Indagheremo le potenzialità espressive del corpo e degli stati emotivi attraverso tecniche di improvvisazione e dunque di composizione.
E infine useremo delle tecniche di narrazione, per costruire ognuno una propria drammaturgia personale.

Un momento della giornata sarà dedicato al lavoro da “performer”, in cui il corpo diventerà strumento artistico, per giungere a teatralizzare il sé.
Alla fine del lavoro i partecipanti saranno in grado di raccontarsi e di raccontare la propria identità attraverso un’installazione teatrale.
Una giornata tipo prevede teorie di genere con narrazioni/presentazioni di sé, training fisico e vocale, improvvisazione e composizione (il cerchio del ritmo), ricerca sull’identità personale.


Che cos’è il teatro?
Tante cose si possono dire ma solo una è precisa e sintetica (proprio come dovrebbe essere il teatro): Il teatro esiste quando qualcuno ha una storia da raccontare e qualcun altro è disposto ad ascoltarla.
E sembrerebbe semplice se non fosse che per suscitare questo desiderio di essere ascoltati bisogna aver maturato una buona consapevolezza di sé e delle proprie potenzialità di “comunicatori”. Non basta sicuramente il talento a far destare l’attenzione di qualcuno. Esistono dei metodi, esistono degli esercizi, esiste, insomma, la tecnica.
Imparare a capire qual è la potenzialità del corpo e della voce, imparare a capire fino dove arrivare, fa parte del lavoro dell’attore.

Mettersi in gioco sapendo dove si è.
Perdersi nella foga creativa, sapendo che sotto c’è un materasso che ci sostiene e ci protegge. La tecnica.
Controllare e perdere il controllo.
Tenersi e lasciarsi andare.
Ecco il gioco.

[Marcela Serli]


ATOPOS nasce nel 2010. Oggi è realtà attiva, grazie all’impegno e sostegno di molti.

ATOPOS è un progetto ampio che intende toccare diverse dimensioni espressive: teatro, editoria, fotografia, video. Oggi è costituito da laboratori itineranti di studio sull’identità di genere denominati ATOPOSLAB e da 2 trittici teatrali. La “trilogia atopossiana sul genere”: VARIABILI UMANE, spettacolo vincitore del Premio Tuttoteatro.com alle Arti Sceniche “Dante Cappelletti” 2010, DELL’UMILIAZIONE E DELLA VENDETTA [operetta comica in un atto] anteprima nel novembre del 2013 e prima nazionale a gennaio 2015 e HOMINI [ovvero Man Pride] anteprima a gennaio 2015. “The Gender Show – tre spettacoli senza paura” [“Il teatro è un’altra cosa”, “Teoria del gender, questo sconosciuto –singolare maschile”, “Dell’essere padri”] che hanno visto il loro debutto presso il Teatro Franco Parenti nel 2016.

ATOPOS analizza i concetti di maschile e femminile attraverso il coinvolgimento e l’inclusione di persone di identità di genere diverse: uomini, donne e transgender – persone che hanno affrontato o stanno affrontando una transizione- che li porterà ad essere neo-uomini, neo-donne oppure appartenenti a un genere non necessariamente definito; coinvolti in un percorso di lavoro teatrale comune che faccia da ponte per una concettualizzazione artistica del trascendere le differenze.
Attraverso i laboratori e gli spettacoli, il progetto ATOPOS vuole fornire nuovi stimoli e nuove modalità d’approccio alla comprensione del sé e della relazione con l’altro dal punto di vista dell’identità e della relazione affettivo/sessuale.
ATOPOS ambisce a concettualizzare il transgenderismo quale luogo di passaggio, luogo di transizione, quindi luogo di creazione.