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Kitchen social club

Produrre, trasformare, vendere, comprare, preparare, mangiare sono azioni politiche. Per acquisire consapevolezza sulle logiche del mercato agroalimentare e scoprire quali scelte diverse è possibile fare, giovedì 1 settembre protagoniste/i saranno cuoche/i, produttrici e produttori resistenti, attiviste/i del cibo in lotta per difendere ambiente, biodiversità, diritti dei lavoratori e equità nella filiera alimentare.

⬇ Qui il programma del 1 settembre 2016 ⬇


ore 18.30
dibattito sulle pratiche resistenti nel mondo del cibo e dell’agricoltura presentazione del libro “Kitchen Social Club” di donpasta, ed. Altreconomia (ingresso libero)
con, tra gli altri, Genuino Clandestino, Funky Tomato, Coop. Chico Mendes e CortoCircuito Flegreo.

ore 19.30
dj set, a cura di donpasta (ingresso libero)

ore 19.30
preparazione e degustazione di 6 piatti cucinati da cuoche/i “resistenti”
Cooperativa Chico Mendes (Milano) – pasta con pesto di erbe spontanee e mandorle tostate siciliane; Libera Feola di CortoCircuito Flegreo – gnocchi di patate con sughetto di pomodorino del piennolo e peperoncini verdi di fiume; Funky Tomato – bloody funky sheep, un cocktail a base di pomodoro e vodka, accompagnato da un arrosticino di pecora;  Casa delle Donne di Milano – fileja con caponatina estiva, pasta fresca della tradizione calabrese contadina; Cesare Frabetti di Genuino Clandestino  polpette di melanzane; Gustop, esperienza di ristorazione finalizzata all’inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettiva – caponata di melanzane con cioccolato fondente.

ore 21.00
presentazione e proiezione del documentario “Bioresistenze” dedicato a esperienze di agricoltura e impegno sociale, con l’autore Guido Turus (ingresso libero)

ore 22.00
Totò Fundarò, contadino cantastorie dell’Orto dei Miracoli di Alcamo, in “Serenate d’amore e canti di lotta siciliani” (concerto a ingresso libero)

appuntamento a ingresso libero, realizzato in collaborazione con Altreconomia
costo della degustazione completa: 15 € (include una degustazione di 6 piatti cucinati al momento e un calice di vino); costo della degustazione di un singolo piatto: 3 €


Produrre, trasformare, vendere, comprare, preparare, mangiare sono azioni politiche, perché implicano scelte, come ad esempio quella tra prodotti freschi e confezionati, o tra l’acquisto dalla grande distribuzione o da piccoli produttori. Analizzare le storture della filiera alimentare permette di illuminare alcuni gravi fenomeni sociali e politici contemporanei, come il rapporto tra immigrazione e criminalità organizzata; domandarsi perché i prezzi dei cocomeri nei supermercati siano così bassi, implica conoscere il fenomeno del “caporalato” e lo sfruttamento dei clandestini nei campi del sud Italia da parte delle mafie.

Giovedì 1 settembre dalle ore 18.30 protagonisti saranno sei cuoche/i “resistenti”, che hanno fatto della ristorazione e della produzione alimentare un atto politico, per raccontare le loro storie di lotta per la tutela dei diritti dei lavoratori, dei consumatori e dell’ambiente (incontro alle ore 18.30 e cena dalle ore 19.30). Saranno con noi, fra gli altri, Genuino Clandestino, rete di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani autorganizzati, uniti nella lotta contro le logiche economiche e le regole di mercato dell’agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti, l’agricoltura contadina, l’immenso patrimonio di saperi e sapori della terra; Funky Tomato, comunità solidale di scopo volta alla produzione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione di un pomodoro libero dal caporalato;  Coop. Chico Mendes, organizzazione che promuove un’economia solidale attraverso il commercio equo con il Sud del mondo, la finanza solidale e numerose attività educative e culturali, per creare e diffondere scambi economici che mettano al centro la dignità di ogni persona; CortoCircuito Flegreo, rete di economia solidale del territorio flegreo e campano costituita da esperienze che valorizzano la produzione e lo scambio locali di beni e servizi di qualità, rispettando l’uomo e l’ambiente, adoperandosi per un “giusto prezzo” (trasparente, adeguato per il produttore, accessibile al consumatore) e promuovendo una legalità ispirata a regole che favoriscano l’inclusione sociale, la dignità del lavoro, la cura e il rispetto dell’ambiente, la preferenza per una seria e comprovata responsabilità sociale d’impresa.

Funky Tomato è un pomodoro di alta qualità prodotto e trasformato in aree ad alto sfruttamento della terra e della manodopera – quali la Campania e la Basilicata – attraverso una filiera partecipata, legale e trasparente. Funky Tomato è un pomodoro di alta qualità perché prodotto da una rete di piccoli agricoltori usando tecniche artigianali a basso impatto ambientale, tutelando i diritti dei lavoratori e integrando nelle aziende i braccianti stranieri vittime dello sfruttamento della filiera del pomodoro. Funky Tomato si articola in due comunità solidali di scopo – in Campania e in Basilicata – volte alla produzione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione del pomodoro Funky Tomato per generare un’alternativa reale al caporalato e ai ghetti. Il progetto prevede, inoltre, l’istituzione del Fondo Funky Tomato a governance partecipata che garantisca all’agricoltore e ai lavoratori stabilità e continuità nella produzione e ai fruitori la possibilità di partecipare ai processi di costruzione della produzione futura. Il Fondo è costituito attraverso quote donate da tutti gli attori della filiera – enti pubblici, privati, società civile – che credono nella necessità di disegnare un’economia condivisa fondata sul rispetto dei diritti e della natura. 
A confrontarsi e dialogare con loro ci sarà donpasta, che contestualmente presenterà il suo libro Kitchen social club – Manifesto dei cuochi, del cibo e delle cucine sociali e popolari. Storie & ricette, edito da Altreconomia e accompagnerà anche la cena/degustazione con un dj set.
Manifesto dei cuochi, del cibo e delle cucine sociali e popolari. Storie & ricette, a cura di donpasta, edito da Altreconomia: un “libro di cucine”, in cui si raccontano 25 storie di cibo senza sfruttamento e accessibile a tutti; 25 ricette di cuochi resistenti e cucine popolari, di osterie a filiera corta e trattorie meticce; 25 racconti di contadini militanti e di prodotti “genuini e clandestini”.
Perché sul pane e sulla pasta di grani antichi ci va il pomodoro, ma senza caporali, magari con un giro d’olio ‘ndrangheta free e con il cacio di pecore felici. Perché mangiare e cucinare bene – ma ancora prima coltivare bene – è un insieme di gesti di impegno quotidiano, di cura familiare e comunitaria, di ribellione al modello di produzione e distribuzione industriale del cibo. Il Kitchen social club non è allora soltanto un circolo inclusivo e virtuoso di cuochi, cuoche e cucine non allineate, ma un manifesto dedicato a chi ama il cibo per quello che dovrebbe essere: non una merce qualsiasi ma un patrimonio comune. Con la postfazione di Alberto Capatti, storico del gusto. 
Cooperativa Chico Mendes cucinerà una pasta con pesto di erbe spontanee e mandorle tostate siciliane: la pasta utilizzata è quella di Libera Terra, di semola biologica, le erbe sono spontanee e vengono da Terrafiera, le mandorle tostate sono biologiche e acquistata presso il settore Solidale Italiano di Altromercato, in particolare dalla coop. sociale di tipo B “L’Arcolaio” all’interno del carcere di Siracusa.
Libera Feola, una delle socie produttrici di Corto Circuito Flegreo, rete di economia solidale del territorio flegreo e campano composta da produttori e consumatori impegnati nella promozione dell’inclusione sociale, della dignità del lavoro, della cura e del rispetto dell’ambiente, della responsabilità sociale d’impresa, preparerà una degustazione di gnocchi di patate con sughetto di pomodorino del piennolo e peperoncini verdi di fiume. La ricetta dei gnocchi di patate di Libera prevede anche l’uovo, per il condimento utilizzerà i pomodori che lei stessa coltiva e i famosi peperoncini verdi della sua zona.
Sempre dalla Campania arriva Funky Tomato, comunità di filiera per la produzione di pomodoro legale e trasparente nelle aree di grande sfruttamento di lavoro migrante, che proporrà uno speciale bloody funky sheep, un cocktail a base di pomodoro e vodka, accompagnato da un arrosticino di pecora, il tutto preparato con i pomodori della comunità naturalmente.
La ricetta della Casa delle Donne di Milano sarà fileja con caponatina estiva, un tipo di pasta fresca della tradizione calabrese contadina condita con verdure di stagione. La Casa delle Donne di Milano è nata nel 2014 grazie all’opera collettiva di donne unite nel realizzare un luogo accogliente in cui le donne di tutte le età e culture si possono incontrare con agio, in un clima di reciproco sostegno e valorizzazione, condividendo esperienze e saperi per uno scambio intergenerazionale e interculturale che guardi al futuro di tutte. Una casa per le donne di ogni orientamento sessuale, libere di esprimere la propria identità, contro ogni omofobia, lesbofobia e transfobia. Alla Casa delle Donne ci si può informare, formare, praticare cittadinanza attiva, promuovere iniziative che valorizzino l’apporto delle donne alla vita della città e motivino al cambiamento delle abitudini di vita e di consumo, contribuendo alla “decrescita” virtuosa. Una casa per il benessere del corpo e della mente, conviviale, dove conoscersi, lavorare insieme, divertirsi e rilassarsi.
Cesare Frabetti di Genuino Clandestino, movimento autorganizzato di resistenze contadine e artigiane, proporrà le sue polpette fritte di melanzane, ad evocare la cucina della sua terra d’origine (la Calabria), con melanzane sbollentate, pane, uova, basilico, pecorino, aglio e sale.
Infine Gustop, una delle prime esperienze di ristorazione finalizzata all’inserimento lavorativo di persone con disabilità intellettiva, servirà una caponata di melanzane con cioccolato fondente, preparata con verdure a km 0 di Cascina Gaggioli e il cioccolato CTN di Altromercato. Gustop è un ristorante-bar nato dal sogno di realizzare una concreta integrazione delle persone con disabilità nel mondo della ristorazione e di favorire l’incontro tra profit e no-profit sui temi del diritto al lavoro e della solidarietà sociale. Gustop è un progetto di Via Libera, cooperativa sociale che si dedica all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, e L’Impronta, onlus che da 14 anni opera nelle periferie a sud di Milano per portare supporto a persone con disabilità e alle loro famiglie. 

Alle ore 21.00 sarà proiettato il documentario Bioresistenze, presentato e introdotto da Guido Turus, autore anche di un omonimo libro, che raccoglie testimonianze di esperienze agricole d’eccellenza.
Bioresistenze – cittadini per il territorio: l’agricoltura responsabile, racconta di esperienze che quotidianamente lottano per la difesa del bene comune suolo e per la giustizia. Il documentario concentra il proprio interesse sul lavoro agricolo frutto di una scelta e di un’assunzione di responsabilità nei confronti del presente e del futuro di tutti, mostrando l’impegno di aziende e cooperative che con il loro lavoro tutelano l’ambiente, curano il paesaggio, costruiscono comunità, promuovono inclusione sociale, coltivano terre confiscate alle mafie o fanno antimafia preventiva. Più di quaranta imprese, espressione di agricolture, questioni sociali ed ambientali diverse; un’eterogeneità da cui emerge un minimo comune denominatore: l’impegno, la perseveranza, il coraggio di scegliere, per migliorare. Per realizzare il documentario sono stati percorsi poco meno di 30.000 chilometri lungo tutto lo stivale, dimostrando che le esperienze agricole impegnate nella costruzione del futuro sono molte, eterogenee e diffuse su tutto il territorio nazionale. Dall’accesso al cibo, alla cura dell’ambiente, al superamento dell’emarginazione, Bioresistenze si articola intorno a questioni civili e sociali, disegnando un quadro in cui l’agricoltura entra in sinergia con l’impegno sociale, per costruire giustizia. Guido Turus, padovano, laureato in filosofia, collabora con numerose realtà del terzo settore nazionale. Come fotografo ha curato numerose pubblicazioni; dall’ultima, Bioresistenze (2013), nasce l’omonimo documentario (bioresistenze.wordpress.com). 
A chiudere la serata alle ore 22.00 sarà il concerto di Totò Fundarò, contadino cantastorie dell’Orto dei Miracoli di Alcamo, dal titolo Serenate d’amore e canti di lotta siciliani”.

Inoltre dal 2 al 4 settembre sarà allestito un piccolo “mercatino alimentare resistente, con prodotti provenienti da realtà impegnate nella lotta per l’equità, il rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori. Il mercatino sarà aperto venerdì 2 settembre dalle ore 17.00 alle ore 22.00, sabato 3 e domenica 4 settembre dalle ore 12.00 alle ore 22.00. Hanno già confermato la partecipazione, fra gli altri, Cascina Sant’Alberto, Cooperativa Chico Mendez, CortoCircuito Flegreo.


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