Switch Language

raster – autunno 2016

Ogni giovedì mare culturale urbano dà spazio ai migliori artisti emergenti della scena indie e underground italiana.

raster decostruisce e ricompone. La rassegna articola una trama aggrovigliata tra l’elettronica e l’alt-pop, il punk-rock e il cantautorato. Punti di colore per un programma cangiante, due gruppi a serata per undici appuntamenti sempre a ingresso libero, dalle ore 19.00.
Sul palco o sul pavimento, davanti o dietro il bancone della birreria, tutto viene smontato e rimontato per finta o per davvero, ogni giovedì con atmosfere diametricalmente opposte ma anche del tutto simili.
raster è a cura di Ilaria Baia Curioni e Marco Manini.

~ Il programma ~

giovedì 6 ottobre
dalle ore 19.00

raster opening party
Les Elefantes
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Liede

 
Les Elefantes sono una rarità introvabile nei locali urbani. Si muovono sempre in gruppo e attraversano vasti territori che vanno dalla savana al monviso. Il loro stile è privo di qualsiasi connotazione punk, sono per lo più interessati all’amore e alla pace nel mondo. attenti al loro passo pesante. 

 Francesco Roccati, 27 anni, viene da Torino e si autoproclama ipso facto cantautore. Gli bolle nel laptop l’album d’esordio, anticipato dai singoli “Sono Sommerso” e “Finte Intellettuali”

giovedì 13 ottobre
dalle ore 19.00

David Ragghianti
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Steve Howls

 David Ragghianti, cantautore toscano, cuspide tra Pesci e Ariete, fin da piccolo cerca un punto d’accordo tra lo stare sott’acqua e salvare tutta l’umanità in un giorno solo.
 C’è tutto, anche se sembra -all’apparenza- poco, c’è l’introspezione profonda, il rumore confuso, la quiete silenziosa e la nebbia fitta, un cantautorato acustico che va ad abbracciare momenti folk mai fragili e sempre convincenti. Riuscire a concentrare tutto in così poco si può e “Holding Back My Days” ne è davvero la prova. 

giovedì 20 ottobre
dalle ore 19.00

Egeeo
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Brenneke

 Gli Egeeo nascono nel 2016 dopo lo scioglimento dei Khloe, band che aveva pubblicato due EP tra il 2011 e il 2014. Il sound rimanda alla new wave di matrice britannica con sfumature dream pop. In uscita il nuovo EP. https://soundcloud.com/egeeo 
 Brenneke, al secolo Edoardo Frasso, classe 1989, musicista di Busto Arsizio già ex chitarrista della band milanese Il Fieno, inizia l’attività solista nel 2010 (con l’uscita del singolo Camden) ma è solo nel 2013, con la pubblicazione del primo EP omonimo di tre canzoni (che contiene i singoli Piscine e Ragnatele), che il progetto diventa costante. Quell’anno coincide con l’inizio di una fitta attività live in tutto il territorio varesino e milanese, divisa tra set solitari (con chitarre, tastiere, loop station e drum machine) e formazioni variabili che vedono come elementi fissi il bassista Simone Fry Ceriotti e il batterista Giuseppe Musto. Nel 2015 Brenneke collabora con i Gouton Rouge nel loro singolo Giungla e nello stesso anno inizia a lavorare alla sua prima fatica discografica.

giovedì 27 ottobre
dalle ore 19.00

I Nastri
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Qualunque

 I nastri sono un trio synth pop nato nel 2012; nel loro repertorio testi intimisti e disillusi si alternano tra ripetizioni ossessive e toni rassicuranti. I Nastri sono dove l’analogico incontra il digitale, dove smetti di chiedere e inizi ad ascoltare. https://soundcloud.com/inastri
 “Mafalda, il meteo e tutto il resto” è il primo disco di Qualunque. E’ un disco d’amore e di pioggia, ma soprattutto di pioggia. La pioggia in cui fuggire quando il sole è troppo forte, in cui star fermo se tutto intorno gira, in cui riflettere se tutto fuori urla, in cui tapparsi il naso se tutto apre la bocca. “Mafalda, il meteo e tutto il resto” è un disco d’amore e di pioggia. Ma soprattutto di pioggia. https://soundcloud.com/qualunque-1 


giovedì 3 novembre
dalle ore 19.00

Birthh
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Berg

 Birthh è l’oscuro alter-ego di Alice Bisi; il suo disco “Born in the woods” unisce la sensibilità di una scrittura cantautoriale, dalle evidenti radici folk, alle ricercatezze degli arrangiamenti elettronici. «Ho preferito che i suoni del Wurlitzer e di gran parte delle chitarre avessero un certo timbro lo-fi, a fare da contrasto ai suoni precisi e netti dei beat e degli arpeggiatori. Anche l’organo e l’armonium sono stati inseriti con lo stesso scopo. Mancano quasi del tutto gli elementi della batteria acustica. Abbiamo lavorato molto per aggiungere suoni percussivi presi dalla quotidianità (snap, battiti di mani, acqua, porte che sbattono…) e integrarli dentro ritmi frammentati, a volte disorientanti. In gran parte dei brani non abbiamo usato nemmeno il basso: mi piaceva l’idea di poter fare un disco di musica elettronica senza l’ausilio di questo elemento centrale: per ottenere quella profondità abbiamo optato per delle casse con una frequenza bassissima». 


giovedì 10 novembre
dalle ore 19.00

Anthony Laszlo
~
Royal Enemies


 Anthony Laszlo è un duo torinese che mixa cantautorato rock, psichedelia, punk e follia. L’indefinibile irrequietezza del rock, pronipoti psichedelici di Tenco, mix genetici tra Celentano e Blonde Redhead: dichiariamo aperta la gara alla migliore e più ricercata definizione di questo sfuggente power duo. Gli Anthony Laszlo sono come due rette parallele che stanche di camminarsi accanto all’infinito tra progetti solisti e mille collaborazioni collaterali ad un certo punto hanno deciso di scontrarsi giusto per vedere l’effetto che fa.
https://www.youtube.com/watch?v=15X1Acsa0RY 
 Band dal caratteristico sound nato dall’unione di brit rock, indie rock e alternative rock supportato dai synth. https://soundcloud.com/user-370812576 

giovedì 17 novembre
dalle ore 19.00

Veyl
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Aftersalsa

 Veyl inizia il proprio percorso musicale studiando pianoforte classico e gradualmente si avvicina ai sintetizzatori e al theremin, suonando in diverse formazioni e come turnista. Con il progetto “nihil est” ha pubblicato il disco “Nuvole Notturne” (Seahorse Recordings) e ha collaborato con Toshiyuki Yasuda e Gak Sato nell’album “Nameless God’s Blue” (Megadolly). Nel 2012 inizia a produrre musica elettronica e dà vita al suo progetto solista. Le sonorità spaziano da un’elettronica oscura e abissale a sonorità e melodie vocali pop. “Broken Arms” è il titolo del primo singolo estratto da “Ayorama” (tba), il primo ep di Veyl. “Dirty Car”, seconda traccia di Veyl, prodotta in collaborazione con il genovese Useless Idea, è uscita nella compilation di beneficienza “Touched 3 – Music for Macmillan Cancer Support”, accanto a grandi nomi dell’elettronica come Autechre, Amon Tobin, port-royal, Plaid, Richard Devine, Future Sound of London e Holly Herndon. La produzione artistica di Ayorama è di Emilio Pozzolini, membro della storica band di musica elettronica port-royal, con i quali Veyl ha collaborato alla traccia “Alma M.” contenuta nel loro ultimo disco Where Are You Now (n5MD). Tutti i video di Veyl sono realizzati dal regista Alessandro Arcidiacono, art director del progetto, e prodotti da Otterloop Studio.


Originariamente nato come un DIY project di Simone Manzotti (synth/produzione) e Matteo Zappa (voce/basso), ha visto un ampliamento  della formazione con l’entrata di Nicolò Posenato (synth) e Dario Azzollini (chitarra), con l’intento di portare il tutto anche in dimensione live.
Nei primi due mesi del 2016 sono stati pubblicati i due singoli “Vixion” e “Tispario” che hanno portato la band e calcare i più importanti palchi di Milano e dintorni. Il 21 ottobre verrà pubblicato il primo EP di 4 tracce “Chances”, nato sotto la produzione artistica di Giacomo Zambelloni. 

giovedì 24 novembre
dalle ore 19.00

Sylvia
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Le Pinne

Sylvia è una delle artiste più interessanti della nuova scena alternative pop italiana, ispirata dalle sonorità classiche della melodia italiana, le contamina con il minimalismo elettronico di respiro internazionale.
Sylvia, nel suo esordio lungo Senza Fare Rumore, punta, riuscendoci, a creare un lavoro di pop-soul elettronico sulla scia delle influenze provenienti da Londra e Berlino. Proprio nelle due capitali la cantautrice lombarda ha vissuto per un periodo, portando avanti l’attività di fotografa e inglobando ascolti caratterizzati da voci e melodie distese su onirici tappeti elettronici.
Siamo un gruppo, tendenzialmente pop, con canzoni nostre e, non so perché, facciamo ridere per sbaglio”. Così Simona parla delle Pinne, il duo musicale tutto al femminile, che la vede insieme alla socia Irene dal 2010. Classe ’86,  milanesi, cantante jazz la prima, cantautrice la seconda, si sono conosciute alla scuola civica di jazz di Milano: sono  diventate Le Pinne da un errore sul cellulare e hanno deciso di continuare a chiamarsi così anche sul palco. Con  un’immagine un po’ vintage e un animo molto autoironico, le due amiche e compagne di avventure, tornano dopo il  primo EP, “Le cose gialle”, totalmente registrato in casa, con l’ultimo lavoro, “Avete vinto voi”, ispirato al film Oblivion. 

giovedì 1 dicembre
dalle ore 19.00

Klune
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Elk

 Klune è un trio di Padova, nato nel 2014, legato a un immaginario sonoro che va da Bonobo a Chet Faker.
“Klune EP” scorre con naturalezza: rilassa e invoca ad un secondo ascolto più attento. A voler cercare un pezzo emblematico del disco verrebbe da risponderne con “hope”, che mette subito in chiaro gli ascolti del trio e “cinnamon”, che ospita Emay, rapper canadese vecchia conoscenza della Foolica: questi due brani racchiudono l’essenza di questo primo lavoro e lasciano sperare in un debut-album di altissimo livello. Se la mossa vincente è stata mettere in primo piano la voce calda e avvolgente del cantante, anche i tappeti strumentali su cui poggiano i testi distaccati, ma non sbiaditi; semplici, efficaci, ma non stantii. Le motivazioni sembrano più che sufficienti per raccontare l’ep dei klune come esordio decisamente convincente. La sfida del gruppo a questo punto sarà di alzare l’asticella con il primo album. (fonte: rockit) https://soundcloud.com/kluneofficial 
Il pretesto da cui prende spunto il disco “Ultrafun Sword” è una grande invasione aliena. L’invasione sta accadendo ora, è successa 1000 anni fa o è in programma per domani. Non importa. Ciò che conta sono le sensazioni. Paura ed euforia. In pratica quello che succede tutti i giorni, da sempre. Però condensato e filtrato da un evento più grande del mondo intero.

giovedì 08 dicembre
dalle ore 19.00

Chiara Monaldi
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Margherita Grechi

 Chiara Monaldi, cantautrice romana, è stata voce di diverse formazioni come Med Free Orkestra e Morgan con la i, e presenta ora il suo progetto solista.
Una settimana difficile, uscito ad aprile 2016 e disponibile per l’etichetta Noia Dischi. L’EP è stato prodotto in collaborazione con Priscilla de Pace, seconda voce e microkorg, e Giacomo Nardelli, che ha registrato e suonato il basso in alcuni brani. Sette brani come i sette giorni della settimana tra pezzi inediti e la cover di “lived in bars” di Cat Power, una delle musiciste che da sempre ispirano la cantautrice romana insieme a Karen O, Scout Niblett e Shara Worden. 


sabato 17 dicembre
dalle ore 19.00

Giuliano Dottori
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Brilla

 Giuliano Dottori è cantautore e produttore, ex chitarrista degli Amor Fou, veterano della scena indipendente italiana.
Ha esordito come cantautore nel febbraio 2007 con l’album Lucida, due anni più tardi ha pubblicato Temporali e Rivoluzioni. Fantasmi è l’ultimo EP del dicembre 2010. L’ultimo disco è un concept diviso in due volumi e si intitola L’arte della guerra. Si tratta di un doppio album prodotto dallo stesso Giuliano Dottori e ispirato all’omonimo libro di Sun Tzu, un album sulla rinascita, sull’inevitabilità del conflitto umano, sull’equilibrio fra passato e futuro. 


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