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storie tra bandiere

partire dal racconto di persone singole e/o associate per cominciare a conoscere un quartiere

Dalla primavera del 2014, Landscape Choreography, all’interno dal progetto R come repubblica (fondare una repubblica di quartiere costruita sulle base delle esigenze e delle aspirazioni dei cittadini), comincia a registrare una serie di interviste con persone singole e/o associate, attive sul territorio.
Le interviste partono da uno schema che ha il compito di organizzare il discorso intorno a tre linee direttrici: governance, organizzazione e produzione; ovvero cosa manca nel quartiere, quali sono le risposte attive e come si fanno.
“Ci siamo chiesti anzitutto come definire il confine di un quartiere, così, invece di tracciare una linea dove c’è un dentro e un fuori, ci siamo lasciati trasportare di conoscenza in conoscenza, in un movimento ritzomatico che ha definito una dimensione più trasversale del territorio in cui operavamo”.
Questo ha di conseguenza operato indirettamente sulla scelta delle persone che sono state intervistate che, lungi dall’essere esaustiva, si è basata su un movimento di passa parola.
Il pretesto è stato quello di costruire una tovaglia infinita fatta di tovaglie donate da ogni singola persona o realtà.
La modalità è stata quella di entrare nelle case, o negli spazi, e di parlare.
compilato lo schema di riferimento, per ogni intervista abbiamo creato una sintesi visiva del discorso fatto attraverso la realizzazione di un segno grafico che è stato cucito successivamente sopra la tovaglia dell’intervistato/a.
Ogni tovaglia rappresenta quindi un pezzo di storia attuale del quartiere, una sintesi che rappresenta attraverso un segno astratto, il tipo di attivazione che l’intervistato/a compie ogni giorno.